Maledetta curva

Perché

Perché le mie gambe non girano come dovrebbero?

Come mai la corsa fatta per tutto l’inverno non da i suoi frutti?

Ce l’ho messa tutta, la mattina Bruno mi metteva fuori dal letto alle 5,30, lui doveva aprire il negozio alle 8 e tutto doveva essere svolto.

 E dopo un mare di chilometri di strada sotto le scarpe, fatiche poco congegnali in salita, laddove Bruno mi faceva mangiar polvere, … ecco spiegato, ora capisco! Ecco come mai dopo tanta fatica, dopo tanto lavoro, al momento di sparare energia sulle ripetute veloci, il mio fisico non reagiva come doveva!

 Maledetta quella curva! Perché mai mi sono messo in testa di effettuare quel traino!

Perché mai il sistema che è funzionato decine di volte ora non doveva funzionare?

Ero io lo sfigato di turno, o era il destino che, se non mi avesse dato la curva sarebbe arrivato altro?

 Ora so!

Ora mi rendo conto che il prezzo da pagare era quello!

Ora comprendo quanto Papa Giovanni Paolo II sia stato un esempio per me, per tutti noi!

Un atleta, un fuoriclasse, un fisico sportivo, … eppure doveva rinunciare a quello che più desiderava, amava; a quello che doveva tenerlo ancorato a questa vita, a questo mondo così duro e crudele! Sentirsi vivi, sentirsi forti, vitali per non soccombere!

 Dopo quella curva, comunque, nulla poteva fermarmi!

Niente doveva farmi desistere dal ritornare, dal riprendere, dal salire!

 Eppure dietro quella curva ci stava il mistero della mia vita.

Dietro quella curva la risposta ad ogni domanda esistenziale!

Dopo quella curva l’oblio, la rinuncia, il trapasso: da atleta a persona normale! Persona normale!

 Dal sogno himalajano alle pascolate festive!

Quello fu il lancio ma, nessuna rassegnazione poteva aprirmi gli occhi

Nessuna curva poteva farmi capire!

 I mesi passavano e dalla curva sei ce ne sono voluti per erigermi a comune mortale!

Io, un comune mortale! Io che volevo partire! Io che dovevo sistemare le mie cose e partire per l’Himalaja!

 Ma, venne un K2, un Everest, un Makalu, un Annapurna e un Lotze! E ne vennero altri… ma mai vidi vette! Mai potei calcare quei ghiacci! Solo il pianto di una corsa interrotta, le lacrime su una nord, da solo, inutilmente convinto che fosse solo una banalità!

 Sei mesi per tornare a camminare, anni per tornare a corricchiare, decenni a farmene una ragione!

 Soffrire solo per essere una persona normale!

Stare solo con me perché non potevo spiegare, far comprendere ciò che nemmeno io accettavo!

La mente non poteva comprendere, non voleva accettare quello stato, quella menomazione, quel torpore che assillava il mio corpo senza comprenderne l’origine, anzi senza volerne accettare la sola possibilità che possa esserlo!

 Ed ora perché dentro me esiste questa sottile angoscia mentre vado verso luoghi d’origine? Perché quelle Mesules sono così vicine?

Perché quella via normale del Catinaccio così limpida? Eppure ne è passato del tempo! Ne ho viste di cime, ne ho scalate di montagne, salite di vie!

Eppure il mio cervello è la! Ricorda le attese, le promesse, le speranze …

 Ma tutto ormai è vano.

La rassegnazione stenta a prendere il sopravvento!

Ora che ormai nulla sarà più possibile, ora che tutto ò sfuggito da ogni più ottimistico pensiero, ancora non so rassegnarmi! La ragione va per quel razionale pensiero ma, il cuore, la parte più vera di me no!

 Ancora non voglio rendermi conto che dopo quella curva il mio corpo non fu più integro!

Il mio fisico fu spezzato! Diviso a metà. Diviso a metà come spesso accadde lungo la mia ormai lunga vita. Diviso a metà!

Una parte andava verso una meta e l’altra si ribellava perché non ce la faceva, non reggeva, non era all’altezza di comprendere nemmeno lei, mancina, cosa facesse la destra!

 Maledetta quella curva!

 Giunsero voci, notizie, Fausto in vetta, un’altra, e un’altra ancora…

 Maledetta quella curva!

 Frasi “sellane” non comprendevano purtroppo utile la lotta contro i fantasmi ma, lotta fu e devastanti furono gli esiti!

 Mi voglio bene!

 Riflessioni di lontana memoria: cadeva l’anno …

 

 

fiorenzo

Libero Professionista. Mi occupo da decenni di sicurezza sui luoghi di lavoro (D.lgs 81/08) e altro. Appassionato di montagna (ho insegnato alpinismo nelle scuole del CAI come Istruttore Sezionale, Regionale e Nazionale). Sono iscritto alla SAT (sez CAI).

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