Riflessioni sul Natale cristiano

È passato un nuovo Natale! Per me il 61°! Da quando un Natale con coscienza? Certo non posso ricordare il primo ma, di ricordi ce ne sono tanti!

Il clima natalizio era anticipato da noi bambini settentrionali dalla Santa Lucia; che emozione era quando al freddo intenso di quegli anni la mamma mi svegliava presto per vedere i doni che l’aspettata Santa mi aveva portato! Quale felicità di quei 13 dicembre trovandoci un misero piattino di caramelle, mandarini e torroncini!

Dopo qualche giorno si incominciava a pensare al Natale, c’era da preparare il presepio!

Recuperavamo sul solaio le statuine in cartapesta dipinta (man mano che si deterioravano le vecchie venivano rimpiazzate da altre in gesso). Il patrimonio del presepe di famiglia consisteva nelle statuine di: Maria, Giuseppe, Gesù Bambino, il bue, l’asinello, una lavandaia, un pastorello con agnello in spalla, due pastori singoli, tre Magi, tre pecorelle e due casette.

PresepeIl Gesù Bambino si deponeva solo la mattina di Natale mentre, i Re Magi venivano collocati, la sera prima dell’Epifania in lontananza, e la mattina vicino alla grotta.

Le due casette erano molto rudimentali: una era fatta con un pezzo di legno appoggiato su un pezzetto di compensato, tagliato in diagonale a V con un cartoncino che fungeva da tetto, un’altra era doppia e con la medesima foggia. Tutto il resto veniva creato anno per anno utilizzando ceppi di legno per la grotta, uno specchietto (era quello comunemente usato in casa: l’unico!) e farina a creare stradine.

Poi si doveva andare nel bosco a raccogliere il muschio: che tormento ero per mia madre! Una volta avuto notizia di quello che si doveva fare avrei voluto si compisse subito, continuavo infatti a chiedere continuamente quando sarebbe stata la raccolta! …

GrottaQuando tutto era pronto si procedeva! Mia madre non era una grande artista, c’era sempre lo zampino delle mie sorelle e la mano ferma di mio padre. Una volta l’opera era compiuta, io non potevo fa altro che contemplarla, guai se solo avessi toccato anche un solo pastorello o pecorella!

Le emozioni erano però forti, si viveva davvero quell’evento! Quasi sempre c’era la neve ed andare a massa a piedi era sempre un’impresa ma, con la mano di mia madre o mio padre o entrambi, procedevo orgoglioso e incuriosito!

 

Crescendo poi diventavo artefice dell’impresa. L’evento si estendeva anche in parrocchia, collaboravo alla creazione prima nella chiesa principale, dove però c’era la mano di adulti più esperti e poi nella frazione più vicina dove, con altri miei fedeli compagni riuscivamo ad esprimerci meglio, sia pur con la supervisione degli adulti!

 

In quei giorni accadeva a volte di andare a visitare presepi in paesi vicini dove l’arte dei Francescani o di altri volontari creavano presepi davvero meravigliosi!

Si doveva considerare però la situazione delle strade e la disponibilità dei miei genitori a portarmi, il trasferimento non era fatto che a piedi e quindi fattori determinanti erano soprattutto la neve e il freddo che potevano rendere i percorsi fattibili o impossibili, anche se con pressoché assenza di traffico veicolare.

 

Il valore di quel Natale era molto forte, accentuato dalle difficoltà di preparare, gestire e vivere l’evento! Non avevamo altre distrazioni e tutto diventava importante, ci si chiedeva la storia di questi personaggi. Chi erano e perché si festeggiavano, come erano finiti lì e dove era successo tutto questo!

Anche i sacerdoti al tempo non avevano la preparazione odierna e non sapevano spiegarci bene il mistero dell’incarnazione, della vita, morte e resurrezione di Gesù, però eravamo attenti, ascoltavamo e ci lasciavamo coinvolgere, cercando di capire come mai la cicogna aveva lasciato quel bambino che era sicuramente un re, in un posto così umile, sporco e freddo! E poi il bue, l’asinello? E i pastorelli? Perché loro e non altri? Affascinante per noi!

 

Tutto questo accadeva all’incirca 50 anni fa!

 

Torniamo al Natale del 2015.

“Dio ha parlato attraverso i profeti prima”

“Dio ha scelto un corpo per salvarci, quello del Suo figlio prediletto”jesus-664777__180

“Dio ha parlato per mezzo di Lui!”

Bastano tre citazioni per sconvolgerci l’esistenza! Puoi cercarle sulla Sacra Scrittura, puoi crederci o semplicemente meditarle!

Come ci relazioniamo noi? Siamo stati battezzati, ci ha creati a sua immagine e noi?

Siamo capaci di seguirlo? Abbiamo fatto tesoro dei suoi insegnamenti?

Come facciamo ad essere così ipocriti da non comportarci come Lui vuole?

Come mai non scegliamo di seguirlo in virtù dell’alibi danaro e successo?

Eppure non sono che beni terreni!

“Non avrai altro Dio all’infuori di Me!”

“Se non diventerete come bambini…”

“Più facile che passi un cammello per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli”

La nostra miseria umana è così miseria che non ci consente di fidarsi di Lui! Non lo ascoltiamo perché crediamo che noi possiamo meglio di chiunque altro badare a noi stessi! Siamo bravi e vogliamo essere retribuiti meglio di altri, crediamo di valere più di ogni altro e vogliamo una posizione prestigiosa, abbiamo imparato bene a fare una certa cosa e per quello meritiamo di più!

Eppure il Signore potrebbe chiedere il nostro tempo adesso, potrebbe chiedere la nostra vita ora! Cosa ne sarà del nostro potere, della nostra condizione sociale, dei nostri soldi?

Vogliamo una volta l’anno avvicinarci al Bambino e ricordarci perché è venuto al mondo?

Certo noi non siamo che solo uomini, non possiamo riuscire a rinunciare all’idea della nostra posizione, del nostro prestigio, dei nostri soldi! Certo non siamo santi (ancora), non possiamo certo comportarci come tali ma, cosa vuole Lui da me? Da noi?

Non ce la facciamo? Non comprendiamo? Non possiamo?

Due scelte: continuare così, vivendo ogni giorno nel peccato, col rischio di lasciarci trascinare verso il nostro egoismo, egocentrismo e poter governare ogni cosa con la convinzione di essere onnipotenti e quasi immortali oppure, scegliere Lui! Metterci davanti a lui e chiedergli: “Cosa vuoi da me?” “Posso essere degno di quello che mi chiedi?” “Posso farcela?” “Ho paura, aiutami!”

Perché andiamo alla messa? Perché diciamo di essere Cristiani se poi non facciamo quello che Lui vuole? Perché non lo aiutiamo a realizzare il progetto che Lui ha creato in noi? Perché abbiamo paure se Lui è con noi? Non siamo pronti? Non siamo all’altezza?

Nessuna croce è tanto grande da non poterla portare! Se la croce è quella che Lui ci ha affidato ci darà la forza, la capacità e il coraggio di portarla!

Con fede preghiamo affinché diventi “Dolce” la Sua strada!

Sia lodato Gesù Cristo

fiorenzo

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Libero Professionista. Mi occupo da decenni di sicurezza sui luoghi di lavoro (D.lgs 81/08) e altro. Appassionato di montagna (ho insegnato alpinismo nelle scuole del CAI come Istruttore Sezionale, Regionale e Nazionale). Sono iscritto alla SAT (sez CAI).

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